Si può improvvisare una campagna di Crodwfunding?

Lo spirito che dovrebbe muovere una campagna di crowdfunding è il desiderio di condivisione di un’idea. La
cura nella promozione del proprio progetto dovrebbe derivare in primis dal rispetto sia della propria voglia
di mettersi in gioco sia dell’attenzione altrui. Chi ci dedica del tempo merita di avere il meglio che possiamo
offrire e il finanziamento sarà una conseguenza.

Per definire l’attenzione che va posta a tutti gli aspetti della campagna, dall’implementazione del progetto al lancio e gestione del crowdfunding, molti utilizzano il termine Curation: una vera e propria best practice
“per far attecchire ed evolvere il progetto nel suo contesto più adatto e funzionale” (definizione di Brunello).
Stiamo parlando innanzitutto di raccontare il vostro progetto con la massima chiarezza, trasparenza e schematicità, riuscendo al contempo a essere coinvolgenti e trasmettere il vostro entusiasmo. Questo significa essere rilevanti ed evitare il rischio di perdersi nel mare magnum delle informazioni presenti in rete. Attraverso la cura dei contenuti incontrerete la vostra naturale community, con cui man mano stabilirete un rapporto di empatia, basato su una relazione di dare e avere.
Nel corso della campagna, per quanto sia sempre necessaria professionalità, non dimenticate di divertirvi e fate in modo che chi vi segue abbia lo stesso feeling! Anche apparire eccessivamente costruiti non giova, la gente vuole avere un rapporto paritario, si appassiona a un progetto che potrebbe essere il proprio.
È importante tenere il focus sempre sulle tematiche, il rischio di cadere nell’autoreferenzialità è alto, ma sarebbe un errore perché distoglierebbe l’attenzione dal vostro scopo, ovvero la promozione di un progetto
che attraverso il suo momento di “validazione sociale”. La campagna, prima ancora che una raccolta fondi, è un vero e proprio banco di prova e se non è possibile modificare in corso d’opera la presentazione e il goal, si può ritarare lo storytelling e fare tesoro dei feedback della rete.
Una buona campagna riduce la distanza tra mittenti e destinatari, è quello il senso di comunità. Non si può intendere la community come un pubblico da intrattenere, come un’entità a se stante: è un gruppo eterogeneo che, grazie alla forza della nostra comunicazione, si unisce intorno a una semplice idea e decide di supportarla in modi svariati e differenti. S’istituisce un patto di fiducia che va onorato dall’inizio alla fine.
La stessa cura deve essere posta nella scelta dei reward, per quanto commisurati all’entità della donazione, devono costituire prima di tutto un bene emozionale. Per un progetto cinematografico le ricompense più diffuse sono l’inserimento dei nomi dei finanziatori nei titoli e per cifre leggermente superiori la possibilità di vedere il corto\lungometraggio in anteprima o ancora riceverlo in edizione speciale. Per un progetto
musicale oltre all’invio dell’album o videoclip, si possono prevedere esibizione live personalizzate che coinvolgano direttamente i supporters, abbattendo così i muri tra artisti e fruitori.
Questi ovviamente sono degli esempi; anche in questo caso sarete liberi di spaziare con la fantasia, considerando che per chi risponde alla vostra Call To Action la principale ricompensa è vedere la realizzazione del progetto, per cui impegnatevi al massimo e non deluderete nessuno!
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