Le 5 W del Crowdfunding

Una delle Best Practices più in voga negli ultimi anni sul mercato del lavoro (e non solo… basti pensare alle raccolte fondi di Facebook per le cause solidali) è indubbiamente il crowdfunding.
Il suo sviluppo è stato favorito dopo la crisi finanziaria del 2008 e dalla conseguente difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese. Partito dagli USA ha preso piede ormai ovunque. Ma come mai un “metodo di finanziamento collettivo” dovrebbe consolidarsi in una società sempre più in affanno come la nostra?

Questa è solo una delle tante obiezioni che immediatamente sorgono di fronte all’idea di dover sovvenzionare un progetto altrui.
Per cercare dunque di fare un po’ di chiarezza vediamo di schematizzare i pilastri di questo processo rispondendo alle 5 domande chiave per antonomasia.

  • WHY?

Ovvero: perché dare fiducia a un progetto di uno sconosciuto?! Ma anche, perché affidare il perseguimento del proprio successo alla fiducia della collettività?
In primis, una volta condiviso il progetto in un certo qual modo diviene di tutti, per cui ‘si prende parte’ a qualcosa non semplicemente lo si ‘finanzia’.
È chiaro che ci si aspetta riscontri, anche nella formula definita “donation based” – quindi una donazione senza alcun beneficio diretto – si riceveranno costanti aggiornamenti sulla realizzazione del progetto e la motivazione trova quindi fondamento nell’aver contribuito alla concretizzazione di un sogno condiviso che magari ha portato alla realizzazione di nuovi posti di lavoro o di una causa sociale.
Ci sono poi altre formule, cosiddette “Reward Based” che prevedono dei veri e propri meccanismi di ricompensa, privilegi esclusivi e addirittura detrazioni fiscali che possono costituire un valido incentivo al finanziamento.
Ma di questo parleremo nello specifico in un successivo articolo.
Sul perché affidarsi al crowdfunding si potrebbe disquisire a lungo, essenzialmente costituisce un’opportunità laddove altre sono venute a mancare. Banche, finanziarie rientrano in un vecchio modello societario verticalizzato; oggi siamo immersi in una dimensione orizzontale, basata sulle relazioni tra pari. Mettere in circolo le proprie passioni e reperire così le risorse necessarie è un’opportunità che non può essere sprecata.

  • WHO?

Sono tre gli attori coinvolti in una campagna di crowdfunding: le persone e le organizzazioni che richiedono risorse finanziarie per sostenere lo sviluppo dei propri progetti (creators), le folla stessa (crowdfunders) e la piattaforma di crowdfunding dove caricare le proprie idee e i propri progetti e pubblicizzare la propria richiesta di crowdfunding presso il pubblico.

Quali soggetti dovrebbero scegliere di lanciare una campagna?

Start-up, azienda o freelance non ha importanza, quel che conta è saper ragionare in termini di obiettivi ed essere in grado di fare una totale assunzione di responsabilità.

  • WHAT?

Su chi puntare?

La risposta in questo caso è semplice: scegliere un progetto che appassiona e qualcuno che si ritiene meritevole di fiducia. Una buona idea e originalità nel proporla sono la chiave di tutto.

Il quanto investire\richiedere è direttamente proporzionale ai rispettivi obiettivi. Ovviamente una campagna sproporzionata difficilmente troverà visibilità e in ogni caso se non si arriva al goal non si ottiene nulla; quindi mai giocare d’azzardo!

  • WHEN?

Il momento giusto è il presente, non ha senso guardarsi indietro ancor meno procrastinare: che tu voglia porti ad un estremo o all’altro del circolo quando si intercetta l’idea giusta è essenziale cavalcare l’onda!

  • WHERE?
    Le piattaforme di crowdfunding si configurano come un sistema online di raccolta del capitale dove coloro che hanno un’idea da realizzare possono accedere, siano essi, come visto precedentemente, singoli individui, imprese già strutturate o in fase di costituzione.

Ad oggi sono molti i website specializzati in crowdfunding e non è facile orientarsi, ma ognuno ha le proprie peculiarità, alcuni generalisti altre specializzati in determinate categorie.
Magic Media ad esempio è una piattaforma verticale focalizzata in progetti che coinvolgono tutti i media, spaziando dal cinema alla radio, dai videoclip musicali agli spettacoli teatrali, senza alcun limite se non quello della vostra creatività.
Sono i tipi di progetto pubblicati a fornire l’identità di una piattaforma, quindi con un po’ di ricerche si può individuare il contesto più corretto per veicolare la propria campagna e\o trovare una campagna in linea con i nostri interessi.

Insomma ci troviamo di fronte a uno strumento “democratico, libero e meritocratico” – come sottolineano  Troisi e Giusti nel loro saggio Crowdfunding. Dai sogni ai soldi; uno strumento che, utilizzato in maniera appropriata, ha enormi potenzialità.
Speriamo intanto di aver fugato qualcuno dei vostri dubbi e attendiamo i vostri commenti.

A presto per il prossimo approfondimento!