How to make the goal!

L’importanza di una community solida per raggiungere i propri obiettivi è fondamentale nel crowdfunding proprio come nella vita. Non importa quanto in gamba voi siate ci sarà sempre il momento in cui per realizzare il vostro scopo avrete bisogno di un aiuto esterno. Realizzare goal permette di vincere le partite, ma arrivare in porta sarebbe impossibile in 1 contro tutti, la realtà è che ognuno con il suo ruolo contribuisce a costruire il gioco ed è l’intera squadra che definisce il risultato.

Nel momento in cui chiediamo agli altri di partecipare a una nostra iniziativa, dobbiamo sapere a chi rivolgerci perché se non ci conoscono difficilmente ci seguiranno. Abbiamo evidenziato in un precedente articolo
l’importanza dello storytelling per divulgare il nostro progetto, oggi vogliamo porre l’accento sull’esigenza di partire in anticipo e costruire prima una community, poi il prodotto.

Prima di cercare dei finanziamenti per uno specifico progetto necessiterete di farvi conoscere al di fuor della cerchia di amici e familiari al fine di creare una vostra fan-base che possa poi supportarvi quando darete il via alla vostra campagna. Nonostante oggi la facilità di poter essere trovati, visti, letti, scaricati in qualsiasi parte del mondo e in ogni momento, senza un nutrito gruppo di supporter di base che credono in voi e nella forza delle vostre idee sarà difficile portare il vostro progetto a conoscenza di un vasto pubblico di potenziali finanziatori nel limitato tempo a disposizione. Quando condividerete la campagna in tutti i canali possibili, dovete sapere che di fronte avete un pubblico interessato che sarà disposto a sua volta a
divulgare i vostri contenuti. Non confondete la community con i contatti dei social network, la simpatia o fare parte dello stesso network non costituiscono spinte determinanti a investire in un progetto.
La community non va intesa neanche come una bolla, spesso infatti si pensa solo a un circoscritto ambiente, ma bisogna allargare quanto più possibile rivolgendosi a gruppi eterogenei. Se siete dei musicisti agli esordi non limitatevi alla vostra zona; se siete una compagnia teatrale non cercate solo appassionati di teatro ma allargate il tiro basandovi sulle tematiche che andate a trattare. È chiaro che dovrete offrire spunti sempre nuovi e aggiornati e per questo è necessaria una programmazione; ancor prima che la campagna prenda avvio vi consigliamo di creare un palinsesto che
preveda quali contenuti pubblicare e su quali media. E’ ovvio che in corso d’opera tutto va ritarato a seconda dell’andamento della campagna, ma avere uno schema di base permetterà di non entrare nel panico quando la campagna attraverserà una fase di stasi e voi non saprete come richiamare l’attenzione del vostro potenziale pubblico. Sapere a chi rivolgersi è senza dubbio lo step iniziale da cui partire.
Un consiglio utile in tal senso come suggerisce Riccardo Esposito nel suo manuale è crearsi un blog.
https://www.amazon.it/blogging-digitali-trasforma-pubblico-community-
ebook/dp/B01DA6M9YK/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1548406668&sr=8 1&keywords=Etno+blogging+per+trib%C3%B9+digitali%3A+Trasforma+il+tuo+pubblico+in+una+community

Questo permette anche di prevedere le potenziali domande dei supporters – un altro aspetto da non trascurare durante lo svolgimento della campagna. È proprio in questo infatti che il crowdfunding differisce delle produzioni di massa: l’utente non è più passivo ma vicino al creatore, percezioni e sensibilità diventano convergenti.
Il contenuto diventa secondario perché l’idea ha ragione di esistere in relazione al contesto.